I Gatti di Londra

Londra è piena di gatti; se no sarebbe ancora più piena di topi!

Tra questi gatti ci sono certi felini che hanno una vita (o nove come si dice dei gatti) che è molto più lunga del solito (dai 10 ai 25 anni, normalmente per i gatti domestici). Questi felini possono, infatti, vivere per centinaia di anni. Ma come sarà possibile?

Parlo di statue di gatti, si capisce, e si potrebbe fare un bellissimo giro della capitale, visitando i felini con la vita ultra-lunga, come ho fatto io in questi giorni.

Ho cominciato il viaggio a Rotherhithe, un vecchio distretto che una volta faceva parte del porto di Londra. Faceva parte, purtroppo, anche di una zona tra le più povere e malsane.

Un’anima buona, il doctor Alfred Salter, fece tanto, cent’anni fa, per migliorare le condizioni del popolo in un epoca quando non esisteva il NHS, ovvero il servizio sanitario nazionale.

Il gatto qui fa parte di una più grande collezione di statue e l’insieme è intitolato ‘il sogno del dottore Salter’. Sogno perché la figlioletta Joyce morì di scarlattina a soli otto anni. Il gruppo statuario è stato creato nel 1991.

 

 

Il secondo gatto che ho visitato si chiama Sam e abita su un muretto a Queen Square, vicinissimo al vecchio ospedale italiano chiuso nel 1987 dove lavorava mia madre. Sam commemora l’infermiera Patricia Penny, una benefattrice che amava tanto i gatti. Il gatto vive sul muretto dal 1997.

 

 

Proseguendo verso la City ho fatto un’ altro incontro con Hodge, il gatto del Doctor Johnson, grande figura letteraria del diciottesimo secolo e redattore del primo dizionario della lingua inglese. Come vedete Hodge porta un nastrino rosso attorno il collo e sta guardando verso la casa del dottore. Forse aspetta che il padrone gli porti delle altre ostriche poiché ha già mangiato le due che gli aveva portato il Johnson.

Come la polenta o la farina di castagne, quello che, una volta, era il cibo dei poveri è oggi diventato di moda. Quale gatto oggi riceve ostriche per il suo pranzo!

 

 

Se entrate nel negozio di Heals vicino a Oxford Street troverete sulle scale un gatto elegantissimo. Doveva essere venduto tra le merci ma il padrone del negozio lo amò troppo.

 

 

Ai piedi della collina che prosegue a Highgate c’è il gatto del famoso Dick Whittington che venne a Londra pensando che le vie avevano pavimenti dorati. Scoraggiato, voleva ritornare a casa sua, ma il suono delle campane di Bow bells sembravano di dire ‘ritorna Dick Whittington, sindaco di Londra.’

Infatti, Dick ritornò e il suo gatto gli fece la fortuna perché era esperto a prendere i topi cosicché Dick diventò realmente sindaco di Londra nel quattrocento. La pietra dove cominciò il ritorno è molta antica ma la statua del gatto è più recente, (1964).

 

L’ospedale vicino si chiama Whittington hospital. È dove è morto mio padre nel 1990.

Tutti questi gatti si possono accarezzare poiché sono di misura naturale. Ci sono altri gatti, però, che sono giganteschi, e non parlo di leoni o tigri.

A Catford, vicino dove sono nato, c’è un gattone che indica l’entrata del centro commerciale. (‘Catford’ significa guado del gatto). Questo gatto è qui dal 1974.

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Due gatti maestosi sono guardiani del vecchia fabbrica di sigarette Carreras poco a nord della stazione internazionale di Saint Pancras.

La fabbrica, in stile deco neo-egiziano, fu costruita nel 1928 e i gattoni (in più c’è una linea di facce di gatti neri sulla facciata) sono lì per due ragioni. Prima è perché il padrone amava i gatti neri e donò il nome ‘black cat’ a una sua linea di sigarette. Seconda è perché lo stile dell’edificio rievoca l’antico Egitto con la scoperta nel 1924 della tomba di Tutankhamon, l’uso di tabacchi egiziani e il culto del gatto-dio Bastet.

 

 

Ora la vecchia fabbrica ospita un centro sanitario che tratta ex-fumatori!

Il gatto di tutti i gatti a Londra, però, e quello di certo con la vita più lunga, di età di 2,500 anni è il gatto nel reparto egiziano del british museum. E’ anche il gatto più prezioso:

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Se sono inclusi, oltre alle statue dei gatti, i loro mosaici, potrei parlare della visita a Willesden Green dove, per celebrare il grande pittore di gatti antropomorfi, Louis Wain, che visse in questo quartiere, si è cominciato a creare dal 2014 dei mosaici fondati sulle opere dell’artista, morto in un manicomio (Middlesex County asylum) nel 1939.

 

 

 

Vorrei io celebrare in qualche maniera il mio gatto Napoleone, morto la domenica scorsa, 17 dicembre a Guzzano, nella casa di un’amica inglese, lontano da me a Londra ma almeno non solo.

So soltanto che Napoleone ha già oltrepassato l’arcobaleno che conduce al luogo dove noi tutti saremo riuniti con i nostri amati e che ha lasciato una sua memoria indelebile nel cuore per sempre…

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PS Grazie a Sandra per questa foto di Napoleone e che mi ha indicato i gatti di Carreras e di Willesden Green.

 

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