I Magnifici Sette

Il Natale, tra le sue celebrazioni religiose e secolari, è anche un giorno nel quale si guarda un po’ di televisione. Forse un bel film western? Ma il titolo di questa ‘post’ non riferisce al film omonimo ma, invece, ai cosiddetti ‘magnifici sette’ cimiteri urbani di Londra. Questi sono, in ordine della loro creazione:

Kensal Green 1832

West Norwood 1836

Highgate 1839

Abney park 1840

Nunhead 1840

Brompton 1840

Tower Hamlets 1841

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Fino al diciannovesimo secolo i morti erano solamente sepolti nei campisanti che circondano le chiese di campagna in Inghilterra. Quando c’è posto sono tuttora sepolti in quei luoghi, i nostri defunti. I miei genitori sono sepolti nel camposanto che circonda una chiesina nel Galles.

Una volta era così anche in Italia. Per esempio, esiste ancora parte della cancellata del camposanto che circondava la Chiesa di San Gemignano.

Nelle città, però, non c’era più posto per le sepolture attorno le chiese e, così, i primi cimiteri pubblici furono creati, secondo la legge del parlamento del 1832.

Kensal Green fu fondato dal legale George Carden che si ispirò al cimitero Pere Lachaise di Parigi. E’ un luogo meraviglioso, quasi un parco paradisiaco dove si può meditare a lungo sulle vane speranze della vita e la certezza della morte.

Esiste, però, tanta vita qui poiché il cimitero è anche santuario degli uccelli, le volpi, i gatti, gli alberi … Infatti Kensal Green è uno dei luoghi piu ‘verdi’ di Londra.

Qui si trovano parecchie tombe di persone famose. Per esempio, sono qui sepolti i compositori e musicisti Balfe, Cipriani Potter, Barbirolli, l’ingegnere Brunel, gli scrittori Wilkie Collins, Thackeray, Leigh Hunt (amico di Shelley), Pinter, Trollope e Jane Williams alla quale Shelley, innamoratosi, dedico’ delle sue poesie….e molti altri personaggi.

Inoltre, il cimitero offre un vero panorama di stili architettonici: dal neo-gotico al neo-classico e dal neo-romanico al neo-egiziano. Basta guardare a questi esempi che vidi sul viale principale del glorioso luogo.

 

Il restauro limitato offre una sentita visione della mutabilità della vita. Le edere che soffocano le tombe coperte di muschio, le sculture in fase di crollo, i nomi quasi spariti nel consumo del vento degli anni, l’erba che avvolge le lapidi e, (quando ero lì qualche giorno fa), il cielo grigio-piombo riempivano il cuore di dolci affanni malinconici.

In fondo al viale funesto si erge un tempio neo-classico, ai lati del quale si alzano delle colonnate che coprono le catacombe.

Più ad ovest si trovano le tombe dei caduti a fianco del canale che, una volta, portava le salme per barca per l’ultimo addio, un poco  come Caronte lo faceva attraverso il fiume Acheronte.

In fondo del cimitero l’edificio maestoso del crematorio apre le sue porte all’infinito. Fu qui che, quasi dieci anni fa, nel gennaio del 2008, entrò per cominciare il suo grande viaggio il babbo di mia moglie. In un giardino sempre pieno di fiori una targa ricorda questo grande italiano che tanto aiutò a ricostruire il rispetto per l’Italia dopo una disastrosa guerra. Per quasi quarant’anni fu segretario dell’istituto italiano di cultura a Londra, ente meritevole per tutti gli amanti dell’Italia.

 

Il Santo Natale si dice di passare ‘con i tuoi’. Ma ogni Natale che passa certi dei ‘tuoi’ non ci saranno, ahimè, più.

Questo mi fa pensare che la festa natalizia è anche un’occasione per ricordare quelli amati che non saranno uniti più con noi in questa vita terrestre. Qui includo tutti quelli che abbiamo amato e che ci hanno dato il loro amore, non importa se abbiano gambe o zampe. E’ stato proprio questo mese, il 17 dicembre che il grande compagno della mia vita, seguitore nelle mie camminate attorno Longoio, osservatore dei miei scritti e amico nei miei sogni riposerà per sempre, attraversato l’arcobaleno che conduce ai campi elisei dove un giorno saremo tutti riuniti.

Queste sono le ultime fotografie del mio carissimo gatto, Napoleone, scattate il 23 ottobre, un giorno prima che partì per l’Inghilterra dove tutt’ora sto passando il Natale. Per lui ci sarà sempre nel mio cuore il ricordo più dolce….e il suo cimitero sarà la terra vivente.

 

Mutabilità;

il vento soffia per noi:

tutto vola via

 

 

 

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