Se uno pensa a Londra e il suo fiume, il nome ‘Tamigi’ entra subito in mente. Quello che non è immediatamente evidente è che Londra è una città di molti affluenti del Tamigi e, cioè, di molti fiumi.

(Gli affluenti più importanti del Tamigi)
Da piccolo mi ricordo che la mia ambizione era di arrivare con la mia bicicletta dalla zona di Londra del Sud dove abitavo (Forest Hill) e toccare le sponde del grande fiume. L’ho toccato, finalmente a Deptford seguendo il Ravensbourne, uno dei più lunghi degli affluenti del Tamigi.

(Il fiume Ravensbourne a Beckenham)
Purtroppo, nel centro di Londra parecchi affluenti sono stati canalizzati o addirittura convertiti in fogne (nel medioevo servivano già come cloache aperte, e la puzza degli scarti di macellai, di pelle, di ossa, di cani deceduti, e perfino delle teste decapitate dei criminali, doveva essere veramente insopportabile.)
Tra i fiumi scomparsi sotto terra nelle tubature, è il Fleet (che corre sotto Fleet Street), il Walbrook, principale affluente della Londra Romana, il Silk, il Moselle, il Tyburn, il Serpentine, l’Effra, il Westbourne, il Peck (da dove si deriva il nome della zona di Peckham), il Wandle (di Wandsworth) e il Quaggy, parte del quale si può vedere a Catford, il quale nome è tradotto come ‘guado di gatto. ‘)

(Scultura rapresentante il fiume Walbrook, ora intubato sotto Londra)
Derivo tuttora grande piacere a seguire gli affluenti del Tamigi. Non tutti sapranno che il bel lago del Serpentine che attraversa Kensington Gardens e Hyde Park, (e dove si tolse la vita Harriet, la prima moglie del poeta Shelley, nel 1816 all’età di ventun anni) non è altro che il fiume Serpentine arginato da una diga per poi scomparire sotto terra nei tubi.

Certamente il più grande e bello degli affluenti del ‘Father Thames’ è il fiume Lea che sorge nella campagna idillica delle colline Chiltern a nord della capitale per poi sboccare in mezzo della zona industriale del Docklands. Il Lea è famoso per la sua associazione col grande scrittore del seicento, Izaak Walton, che scrisse ‘The Compleat Angler’ nel 1653, il classico testo sulla pesca.
Nel diciannovesimo secolo c’è stata una grande bonifica dopo il ‘great stink’ – la ‘grande puzza’ – che, nel 1858, fermò persino il lavoro del parlamento britannico. Grazie all’ingegner Bazalgette due enormi fogne furono costruite, il ‘Northern e il Southern outfall sewers’. Le stazioni di pompaggio ad Abbey Mills e Crossness sono capolavori d’ingegneria e arte vittoriana e sono monumenti protetti. Di recente, volontari si sono messi a rimettere a posto le pompe originali d’epoca e di ridipingere le elaborate costruzioni ferree nei loro colori originali.

La bonifica di Bazalgette fermò anche le epidemie del ‘Re Colera’, l’ultima della quale ebbe luogo nel 1866, uccidendo decine di migliaia di abitanti.
Chiamerei il sistema di fogne di Crossness e Abbey Mills le cattedrali Londinesi dedicate alla salute corporea come Westminster e Saint Paul’s sono le cattedrali che curano la salute spirituale della città.
Ho già scritto del vasto kilometraggio di canali Londinesi che, prima dell’invenzione delle ferrovie, erano il mezzo di trasporto più importante dell’Inghilterra (esistono ancora più di 3,500 kilometri di canali in Gran Bretagna oggi) ma che ora servano più per svago e turismo. (Non lasciate Londra prima di fare un bel giretto sul Regent’s canal in una tipica long boat!)
I canali avevano bisogno di fiumi e laghi per riempirli. Quest’acqua viene tuttora dai fiumi. Nella zona di Wembley, per esempio, scorre il Grand Union Canal che congiunge Londra a Birmingham e che è riempito in parte dal fiume Brent che dona il nome all’attiguo comune.
A pochi passi dall’autostrada M4, che scorre all’aeroporto di Heathrow per arrivare a Bristol e il Galles, si può entrare in una zona di pace e tranquillità che circonda l’antico maniero di Boston manor. E’ qui che si possono intravedere due corsi d’acqua, il fiume Brent che dona le sue acque al Grand Union canal.
Il generoso fiume Brent contribuisce al Grand Union canal anche vicino a Horsenden Hill nello stesso comune. Qui, a pochi passi dalle zone industriali, si entra in un’oasi silvestra di pace, dove esiste ancora una fattoria, un antico bosco collinoso anticamente abitato dai Celti: un rifugio, dove si può facilmente dimenticare che siamo in una megalopoli mondiale con una popolazione di più di dieci milioni di abitanti.
Come scrisse Joseph Conrad del Tamigi in quel romanzo ‘Cuore di Tenebra’ , che, per me, è l’unico libro che porterei sulla mia isola deserta: ‘stavo pensando a quei tempi lontani quando i Romani vennero qui per la prima volta millenovecento anni fa.’
Tale è la straordinaria varietà di ambienti che ci presenta Londra!
Parole d’acqua:
limpide memorie
di una città.
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