La Chiesa più Antica di Londra

La più antica chiesa di tutta Londra è la Priory Church of St Bartholomew the Great, talvolta abbreviata come ‘Great St Bart’s,’ e situata a Smithfield nel nord della City. La chiesa fu fondata come priorato agostiniano nel 1123 ed è adiacente all’ospedale St Bartholomew della stessa fondazione.

Ma come fu fondata? Rahere, un prebendario della Cattedrale di San Paolo e canonico agostiniano regolare, mentre era in Italia e ricoverando da una febbre presa nelle paludi dell’agro Pontino, ha sognato che una bestia alata venisse e lo trasportasse nel distretto di Londra di Smithfield dove avrebbe eretto una chiesa per ringraziamento. Rahere si recò a Londra e, dopo aver spiegato il suo messaggio divino al re Enrico I, gli fu concesso il titolo del terreno.

Questa zona di Londra serba dei ricordi particolari per me e mia moglie. Il mercato della carne a Smithfield, che tra poco sarà traslocato in una zona più ampia, fu dove ebbi il mio primo lavoro quando mi spostai a Londra all’epoca del matrimonio. Dovetti svegliarmi alle tre del mattino per arrivarci col servizio d’autobus notturno, e certo non fu un lavoro facile. Lavorai per una ditta ebrea che, paradossalmente, vendeva carne suina, ma, per fortuna, il lavoro non durò troppo a lungo poiché poco dopo trovai una posizione con l’organizzazione turistica della città di Londra.

Un’altra memoria meno felice fu quando il babbo di Sandra dovette essere ricoverato nell’ospedale di Saint Barts, una parte dello stesso complesso fondato dal monaco Rahere più di mille anni fa. Purtroppo, benché le cure dell’ospedale fossero premurose, l’esito non ebbe molto successo e il babbo dovette passare altri tredici anni in condizioni logoranti prima che trovò la sua pace eterna.

Benché la chiesa grande di Saint Barts sia stata molto danneggiata e perse metà della sua mole nel periodo della riforma, fu ripristinata nell’era vittoriana e ora presenta, con i suoi magnifici archi normanni, un insieme veramente affascinante e di altissimo pregio architettonico.

Anche qui abbiamo assistito a un concerto bellissimo: duo trio per archi di Haydn e di Schumann, suonati con estro commovente da tre ragazze polacche.

Dopo il concerto ci siamo avviati verso l’ospedale di San Bartolomeo. Qui abbiamo visitato il museo con la sua paurosa raccolta di strumenti medici di un’altra epoca. Pensa ad avere la propria gamba amputata senza anastesia!

Accanto c’è una scalinata monumentale decorata con grandi dipinti rappresentanti le storie del buon samaritano e la fontana di Bethesda dal noto pittore settecentesco, William Hogarth.

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Anche qui serbo una memoria poiché quando mi sono laureato – per la seconda volta – al City University in scienze informatiche venni qui per un ricevimento durante il qualche scoppio una paurosa tempesta con lampi e tuoni fortissimi.

Accanto al museo c’è un’altra chiesa dedicata a San Bartolomeo, questa volta più piccola e costruita più recentemente. Con la sua forma ottagonale è veramente carina.

A questo punto nel nostro pellegrinaggio avevamo fame e ci siamo avviati a uno dei vicini ristoranti che il celebre salernitano, Antonio Carluccio ha reso famoso, per gustare una bella zuppa di funghi e una spaghettata alla puttanesca.

 

Chiese e ospedali;

luoghi della memoria:

il tempo fugge.

 

 

 

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