John Wesley a Londra

John Wesley (1703-1791) è stato un chierico e teologo inglese che, assieme al fratello Charles e il compagno chierico George Whitefield, fondò il Metodismo.

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Se uno pensa ai santi detti ‘sociali’ di Torino, come Don Bosco e Cottolengo, e alle missioni dei passionisti in Italia si può avere una buona idea dell’impatto speciale sulla chiesa anglicana del settecento che ebbe il metodismo.

Dopo essersi laureato a Oxford Wesley fu ordinato prete anglicano. Formò un ‘club della santità’ il quale scopo era di studiare la Bibbia a fondo e di riscoprire le radici di una vita cristiana devota.

Si deve capire che la chiesa anglicana in quell’epoca non aveva grandi aspirazioni ad una vita di profonda ispirazione religiosa. Era, in fondo, niente altro che un riflesso della società inglese con il suo sistema di classi stratificati di nobili, mercanti e manovali.

Wesley cambiò tutta questa struttura ortodossa dettata dai politici in potere. Nel 1738 si sentì nel cuore uno ‘strano calore’ che gli segnò una seconda conversione ad un cristianesimo più vicino al popolo e più corrispondente alle esigenze sociali.

Per quasi tutto il resto della sua lunga vita John Wesley fece più di trecento mila (!) kilometri di viaggi a cavallo predicando all’aperto, in qualunque luogo si trovava, ad una folla senza distinzione di classe o di cultura o di colore, portando il messaggio che tutti potevano essere salvati se aprivano il cuore alla grazia di Dio.

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In questo senso Wesley abbracciava la dottrina Arminia di redenzione a dispetto del compagno Whitefield che rimaneva calvinista e credeva nella predestinazione.

Quando fu chiesto qual’era la sua parrocchia Wesley rispose ‘tutto il mondo è la mia parrocchia.’

La Chiesa anglicana diventò disturbata da questo predicatore, che molti pensavano fanatico, e lo proibì di predicare nelle sue chiese. Wesley, però, rimase sempre un prete anglicano e solo dopo la sua morte si fondò una congregazione separata, chiamata metodista, dopo la maniera meticolosa nella quale si studia le sacre scritture.

Questa congregazione ora conta più di ottanta milioni di devoti nel mondo.

Oltre a essere un grande predicatore Wesley fu anche un notevole benefattore dei poveri. Nelle sue missioni c’era sempre la mensa per gli affamati, la scuola per i bambini (molto prima che le scuole diventassero obbligatorie), e un centro sociale dove il popolo poteva riunirsi per discutere questioni religiose e laiche.

Le prime cappelle metodiste furono costruite su pianta ottagonale per avere un’acustica migliore per sentire le prediche e cantare gli inni. Il metodismo è famoso per la sua grande tradizione musicale. Il fratello di John, Charles, scrisse 6,500 inni tra i più belli mai composti e certi dei quali, in traduzione, hanno trovato posto anche nella Chiesa cattolica d’Italia.
Questa grande tradizione musicale fu continuata con i figli di Charles: Samuel, detto ‘il Mozart Inglese’ e Charles Junior, anch’esso compositore di bellissime sinfonie. Il figlio di Samuel, Samuel Sebastian Wesley (1810-76) fu un grande riformatore della musica liturgica anglicana.

Ora, però, le chiese metodiste sono generalmente costruite più a forma di grandi capanne.

Pochi passi a nord della City si trova la cappella madre del metodismo. Costruita nel 1778 da George Dance the younger è un sobrio e elegante edificio molto adatto alle prediche e con delle bellissime vetrate.

Al retro della Chiesa c’è un piccolo camposanto dov’è sepolto Wesley:

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Nella cripta c’è un interessantissimo museo che illustra la storia del metodismo.

Per me, però, la parte più suggestiva è l’attigua casa di Wesley che, tra altri cimeli, contiene un suo apparecchio che generava elettricità usato per trattare certi malanni. Il giardino cresce semplici che usava Wesley come descritti da lui in uno dei suoi tanti scritti sulla salute e il benessere.

L’energia inesauribile di Wesley poteva stancare molta gente, in particolare l’amico Doctor Johnson, menzionato in un mio recente post. Fino all’età di 87 anni, però, John Wesley fu sempre in forma, un fatto alquanto raro quando si parla del secolo diciottesimo!

Potrei definire Wesley un religioso pressoché socialista. Le sue preoccupazioni verso le ineguaglianze sociali dell’epoca furono fonte delle grandi opere che fece nell’aprire le mense, le scuole, gli ospedali e nel diffondere, non solo un più aperto approccio alla spiritualità, ma un rinnovato senso di responsabilità e di amore verso l’umanità.

Le sue ultime parole furono ‘la migliore cosa di tutto è che Dio è con noi’ .

Non è per caso che John Wesley sia stato elencato cinquantesimo fra i cento inglesi più amati ed importanti di tutti i tempi.

Cor riscaldato

nelle fiamme divine:

l’amor di Dio. 

 

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Villeggiatura a Londra

Ogni villaggio in Inghilterra dovrebbe avere almeno questi otto articoli per chiamarsi un villaggio:

1. Una chiesa con un monumento ai caduti.

 

2. Un pub

 

3. Un ristorante fish and chips.

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4. Un luogo dove si serve il the, un buon breakfast all’inglese e altre bontà.

 

5. Un ‘green’ o campo dove si possa fare una partita di cricket nell’estate, una partita di calcio oppure, semplicemente, una camminata.

 

6. Una village hall, cioè una sala parrocchiale.

 

7. Il palazzo di milord dell’antico feudo.

 

8. Più importante di tutti: un senso di comunità che permetta avvenimenti culturali e sociali di avere presenza e coltivare un senso di solidarietà.

 

Ora, con le mie foto illustrative, dove siamo nella verde e amena campagna inglese?

Affatto. Siamo, invece, a Londra. In preciso siamo a Charlton nella parte sud est della capitale. Come ho dichiarato in un post precedente, Londra non è altro che una catena di villaggi che si sono fusi per formare una delle più grandi e vivibili capitali del mondo.

Mi domando quanti villaggi della Controneria hanno queste qualità a sufficienza? Eppure troppi sono villaggi solo in nome….Senza questi profili pero’, in particolare, la solidarietà, ci sarà poca speranza per il futuro di Bagni di Lucca e i suoi villaggi.

Gli Organi di Londra

E’ difficile immaginare che nell’ottocento l’Inghilterra era considerata una terra senza musica da almeno un tedesco (Oscar Adolf Hermann). Anche il grande poeta Heine, ospite di Bagni di Lucca, considerava questa nazione mancante di alcun gusto musicale. Eppure l’ottocento ha iniziato un grande rinascimento della musica inglese. Sarete scusati se nomi come Parry, Stanford, Elgar, Vaughan Williams, Rubbra o Finzi non vi saranno noti ma ciascuno di questa selezione ha prodotto opere di altissimo livello mondiale. Basta pensare alle variazioni sinfoniche di Parry, la quinta sinfonia di Vaughan Williams oppure il concerto per clarinetto di Finzi (di origini italiane) per capire che, al contrario, l’Inghilterra è un paese colmo di grandi compositori.

L’anno scorso l’orchestra di Ealing, un sobborgo di Londra, nella chiesa di Santa Maria Nera di Lucca, ha eseguito con inebriante successo ‘Alassio – in the South’ di Sir Edward Elgar, un esaltante poema sinfonico che esprime l’amore per l’Italia, in una serie di concerti organizzati da Elio Antichi nella Chiesa di Santa Maria Nera di Lucca.
Che un sobrio inglese come Elgar, possa avere dimostrato così tanta passione e virtuosismo orchestrale ha veramente sorpreso la gran parte degli ascoltatori. (Leggere la mia recensione a ).
https://wordpress.com/post/longoio3.wordpress.com/674

Colombini, per fortuna di Lucca, ha introdotto ai suoi abitanti le insolite glorie di molta musica inglese nei concerti tenuti alla chiesa di Santa Maria dei Servi. Bravo!

Rivolgendosi agli strumenti musicali non c’è dubbio che Lucca abbia un primato per il maggior numero di organi storici quando contrastato con l’Inghilterra. La contro riforma ha distrutto gran parte degli organi in quel paese. In compenso, però, l’Inghilterra ha prodotto tra i migliori degli organi ottocenteschi e moderni del mondo e le sue ditte di organari sono giustamente famose.

Una delle delizie di Londra è di poter ascoltare (gratis, con offerta) questi grandiosi strumenti in concerti, principalmente all’ora di pranzo, nelle chiese della City e di Westminster.

Questa settimana, per esempio, ho assistito a tre di questi concerti.

1. Lunedì a Saint Michael Cornhill sullo storico organo Renatus Harris del 1684, ampliato nei secoli successivi e poi restaurato da Nicholsons nel 2010 – una serie di concerti iniziata nel 1913. L’organista era Jonathan Rennert che suonò pezzi di Moore, Stanley, Webber (figlio del più famoso Andrew), Frescobaldi, Bach (Dorian toccata e fuga), e Stainer.

 

2. Martedì a Saint George Hanover Square – la chiesa di Handel. L’organo di Richards, Fowkes and Company del 2012 (usando anche in parte le canne originali del 1700). L’organista suonò l’intera ‘Messe pour les Couvents’ di Francois Couperin – un’esecuzione veramente squisita!

 

3. Temple Church – la Chiesa dei Templari. Organo di Harrison e Harrison del 1923 – 2013. L’organista Polina Sosnina suonò brani di scuola romantica francese: Guilmant, Vierne e il primo corale di Franck. Dotassimo quest’organo per musica francese di epoca romantica (anche se l’Inghilterra possiede due magnifici Cavaille’-Coll, una alla cappella che contiene la tomba dell’imperatore Napoleone III).

 

Tale vasto repertorio sarebbe difficile a suonare sulla gran parte degli organi Lucchesi. Per sentirli nella loro ampiezza e sonorità ci vogliono proprio questi bellissimi organi inglesi e l’ acustica idonea di una chiesa Londinese.

Se sono gratuiti i grandi musei nazionali della capitale sono anche gratuiti un’altra gloria della capitale: i concerti d’organo all’ora di pranzo.

Ho solo fatto riferimento a qualche chiesa. Consultate il sito http://www.londonorgan.co.uk per saperne di più.

Londra potrà essere una città costosa ma le sue più belle attrazioni, i parchi, i musei nazionali e i suoi concerti all’ora di pranzo (ci sono altri, non solo quelli d’organo) non vi costeranno che un’offerta per godere della grande musica eseguita su strumenti eccelsi.

Il vento soffia;

le canne musicano

l’arcobaleno.

Le Dimore dei Grandi di Londra

Che i piu’ grandi musei nazionali di Londra siano gratuiti (tranne per le mostre speciali) è una gran bella cosa. Parecchie volte, tra un impegno e l’altro, sono entrato nel National Gallery per ammirare un quadro preferito per qualche momento, oppure per riflettere sui marmi del Partenone nel British Museum. Non sono per niente obbligato di stancarmi a vedere l’intero museo perché ho pagato per un biglietto!

Altri musei, però, sono a pagamento (se uno non e’socio). Tra i più interessanti di questi sono quelli dedicati a persone che vi abitarono e che in qualche caso sono ancora presenti.

Tra queste dimore ci sono: (aggiungo il link Web ufficiale seguito da un mio post sul luogo):
1) 2 Willow Road, casa progettata dall’architetto modernista Erno Goldfinger. https://www.nationaltrust.org.uk/2-willow-road

2) La casa di Benjamin Franklin, artefice della costituzione americana e inventore.
https://benjaminfranklinhouse.org/

3) La casa di Emery Walker, artista ‘arts and crafts’ e amico di William Morris.
http://www.emerywalker.org.uk/

4) Handel house, dove il sommo musicista compose, tra molto altro, il coro del ‘Halleluija’, accanto alla quale c’è la casa di un altro mito della musica, Jimi Hendrix.
https://handelhendrix.org/

Mio post: https://longoio2.wordpress.com/2015/06/13/from-handel-to-hendrix/

5) La casa del psicoanalista Sigmund Freud, profugo dal nazismo, col suo famoso divano per i pazienti.
https://www.freud.org.uk/

6) La casa del sommo poeta Keats, che con Shelley, ospite di Bagni di Lucca, rappresenta l’apice del primo romanticismo inglese.
https://www.cityoflondon.gov.uk/things-to-do/keats-house/Pages/default.aspx

Mio post: https://longoio2.wordpress.com/2015/06/16/writ-in-water/

7) Le due case dell’artista, autore e socialista, William Morris, una a Walthamstow.
http://www.wmgallery.org.uk/?utm_source=google-business&utm_medium=web&utm_campaign=google-busines-location-track

Mio post: https://longoio2.wordpress.com/2015/03/24/morris-here-there-and-everywhere/

L’altra a Red House.
https://www.nationaltrust.org.uk/red-house

8) La casa di John Wesley, il grande predicatore non-conformista.
https://www.wesleysheritage.org.uk/your-visit/john-wesleys-house/

9) Una delle case del secondo più grande scrittore inglese, Charles Dickens.
https://dickensmuseum.com/

Mio post: https://longoio2.wordpress.com/2015/02/25/what-the-dickens/

e anche a: https://longoio3.wordpress.com/2017/12/08/natale-dickensiano-a-londra/

10) Apsley House è dove abitava il Duca di Wellington che sconfisse Napoleone nella battaglia di Waterloo.
https://www.wellingtoncollection.co.uk/

Mio post: https://longoio2.wordpress.com/2014/06/24/places-of-memory/

11) Leighton House è la squisita casa di un grande pittore dell’era vittoriana.
https://www.rbkc.gov.uk/subsites/museums/leightonhousemuseum1.aspx

Mio post: https://longoio.wordpress.com/2013/09/17/pearl-of-the-east/

12) Down house fu la dimora del grande naturalista Charles Darwin.
https://www.english-heritage.org.uk/visit/places/home-of-charles-darwin-down-house/?utm_source=Google Business&utm_campaign=Local Listings&utm_medium=Google Business Profiles&utm_content=down house&utm_source=Google Business&utm_campaign=Local Listings&utm_medium=Google Business Profiles&utm_content=down house

13) Kenwood house apparteneva a Edward Guinness, famoso per la sua birra che si trova perfino a Bagni di Lucca.
https://www.english-heritage.org.uk/visit/places/kenwood/?utm_source=Google Business&utm_campaign=Local Listings&utm_medium=Google Business Profiles&utm_content=kenwood house

14) Sutton house era la dimora di Sir Ralph Sadleir, della Corte di re Enrico ottavo.
https://www.nationaltrust.org.uk/sutton-house-and-breakers-yard

15) La casa di Linley Sambourne, illustratore della rivista Punch, purtroppo scomparsa.
https://www.rbkc.gov.uk/subsites/museums/18staffordterrace1.aspx

16) Buckingham Palace. Palazzo della Regina Elisabetta II. (Purtroppo rimane sempre troppo impegnata per farvi da guida nella sua dimora).
https://www.rct.uk/visit/the-state-rooms-buckingham-palace

17) Carlyle’s House, che apparteneva al grande storico del ottocento.
https://www.nationaltrust.org.uk/carlyles-house

18) Casa di Khadambi Asalache (1935-2006) poeta, e romanziere del Kenya.
https://www.nationaltrust.org.uk/575-wandsworth-road

19) Hogarth’s house – la casa del grande pittore settecentesco. https://williamhogarthtrust.org.uk/?page_id=705

Mio post a: https://longoio2.wordpress.com/2016/10/22/hogarthian-idyll/

20) Sir John Soane’s  museum. La casa straordinaria del sommo architetto neoclassico inglese. https://www.soane.org/?gclid=EAIaIQobChMIiO6w2K7Z3gIVjpPtCh0yXAiREAAYASAAEgIrVfD_BwE

21) Doctor Johnson’s House. La dimora del grande letterario del settecento.
http://www.drjohnsonshouse.org/

E’ quest’ultima che visitai l’altro giorno.
Nascosta tra un labirinto di cortili e vicoli dietro Fleet Street si trova in una piazzetta con la statuina del gatto di nome Hodge, favorito dello scrittore.

Samuel Johnson, lo scrittore, critico e poeta, visse e lavorò qui a metà del XVIII secolo, compilando il suo grande dizionario della lingua inglese, il primo vero dizionario della sua nazione.

 

 

La casa è piena dei suoi cimeli ed è divisa in quattro piani. E’ proprio all’ultimo, il solaio, che compilo’ il dizionario dopo almeno otto anni di lavoro con i suoi amanuensi.

 

 

Anche se non conoscete le opere degli abitanti di queste dimore rimangono sempre di grandissimo interesse per la loro architettura, i loro interni e l’illuminazione che possono dare sui diversi modi di vita casalinga dei Londinesi dal 16esimo fino al 20esimo secolo.

Da non perdere una selezione di questi luoghi della memoria in qualsiasi visita alla vibrante metropoli.

Ah, mi dimenticavo, si può visitare la casa della famiglia della lamentata principessa Diana, Spencer House. Vedere
http://www.spencerhouse.co.uk/

(Ps. La nostra dimora per il momento non è ancora aperta al pubblico perché dobbiamo ancora fissare il prezzo d’ingresso…)

Sento dei passi:

questa casa nasconde

libri mai scritti.

I Villaggi di Londra

Dove si trova questo sito idilliaco? In qualche villaggio della campagna inglese? Forse nel Kent oppure nel Sussex?

 

Niente affatto! Questa è la chiesa parrocchiale di Wembley che si trova a pochi passi da una ‘High Street’ movimentata e da una stazione della metropolitana che si trova vicino al onomino stadio famoso per le sue partite internazionali.

Londra, diffondendosi dal suo doppio centro della City e di Westminster, non è altro che una catena di villaggi, ognuno con il proprio centro religioso e laico, che si sono fusi in una delle più grandi metropoli del mondo…però sempre conservando tanti parchi. Infatti, quasi metà (47%) di Londra consiste di aree verdi!

 

Questo undici novembre, l’ undicesimo mese, alle ore undici mi sono trovato nel camposanto della chiesa di Wembley quasi per caso, sapendo, però, che questa confluenza del numero undici segnava una data che sarà per sempre impressa sulla coscienza britannica: la fine della prima guerra mondiale con l’armistizio, cent’anni fa.

Mi sono trovato presso il monumento ai caduti proprio in tempo. Ero solo per qualche istante. Poi sono stato raggiunto da un altra persona con il papavero, simbolo dei caduti, al suo occhiello.

 

 

Passati i due minuti di silenzio, dovuti alla memoria dei più di trenta sette milioni (!) caduti nel massacro più vasto della storia umana, ci siamo salutati. ‘Grazie per aver condiviso questo momento’, disse l’uomo e, così, abbiamo ripreso i nostri sentieri diversi.

Rimasto solo nel cimitero, che tradizionalmente circonda la tipica chiesa anglicana, mi sono avviato presso un piccolo gruppo tombario di marinai scomparsi nella guerra che doveva finire tutte le guerre. Stordito, vidi l’età del mozzo segnato su una lapide….solo sedici anni di vita!

 

A che cosa portò tutti questi morti? Ad una pace? Ad un mondo migliore? Ad un futuro pieno di speranze nuove?

L’unico vincitore nella guerra lo sappiamo chi è…la morte.

Basta con Marinetti e la sua frase della guerra come ‘solo igiene nel mondo’!

Come disse l’ultimo veterano inglese della grande guerra, una donna, Florence Green, morta all’età di anni cento dieci nel 2012: ‘bastava mettere i capi di stati con le loro differenze in un campo con qualche pistola e lasciarli combattere fra di loro invece di coinvolgere tutti i cittadini delle loro nazioni’.

Parole giuste!

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Intanto, il sole dell’estate di San Martino che illuminava le foglie cadenti con le sue chiome dorate, riscaldava gli scoiattoli che balzavano fra le tombe che, in un giorno sconosciuto, ci segnaleranno – i sentieri della gloria vana conducano solo a quello…….tutto passerà.

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Vita dei morti:

Lo scoiattolo cela

noci d’inverno.

 

Places of Beauty and Culture at Borgo a Mozzano

The   “Musical meetings – places of beauty and culture” season, which is now in its ninth year, resumes on 11 November.

There will be six events (five concerts and a guitar masterclass) bringing to Borgo a Mozzano great classical music and international guests such as Finnish guitarist Patrik Kleemola.

The concerts will take place at different locations in and around Borgo : the Teatro Comunale “Colombo” of Valdottavo, the San Giovanni Leonardi Library of Diecimo, the Municipal Library, the Convent of San Francesco and the Salone delle feste in Borgo, thus giving  opportunities for the public to rediscover places of important artistic-architectural importance in their comune.

The opening concert is on Sunday 11 November, at 5.30 pm, at the “Colombo” Theatre and features the reciting voice of Piero Nannini, flautist Elisa Cozzini and guitarists Nicola Fenzi, Marta Marchetti, Dario Atzori and Giacomo Brunini  in a “Homage to Mario Castelnuovo-Tedesco” on the 50th anniversary of the composer’s death. This concert features important compositions for solo guitar and chamber groups with guitar by the Florentine composer who died in 1968. It will be preceded by an introduction by musicologist Renzo Cresti.

The events continue on November 25 at the San Giovanni Leonardi Library Diecimo, always at 5.30 pm, where there’s a concert by the Atzori-Brunini guitar duo with music by Albeniz, Granados, De Falla, Rebay, Takemitsu, The Beatles and contemporary composers, Alvaro Compagno, Girolamo Deraco and Saverio Rapezzi.

On Saturday, December 1, at 5.30 pm, at the Municipal Library of Borgo a Mozzano there’s a recital by Finnish guitarist Patrik Kleemola who performs music by Bach, Sor and Granados and contemporary Finnish composers Harri Vuori and Mikko Heiniö.

On Sunday 2 December Kleemola will hold a masterclass at the Municipal Library. Kleemola is among the most famous Finnish guitarists and is winner of the  “Takemitsu” International Guitar Competition. He has performed in many European countries and in South America, Argentina, Uruguay, Italy, Greece, Sweden and Estonia, also collaborating with important orchestras such as I Pomeriggi Musicali of Milan, the Sanremo Symphony Orchestra , the Lecce Symphony Orchestra and the Turku Philharmonic. He has recorded several CDs . Alongside his concert activity he teaches guitar at the Turku Music Institute and also holds master classes in Finland, Argentina, Italy and Estonia.

On December 9th, at 5.30 pm, the musical encounters move into the splendid setting of the Church of the Convent of San Francesco where the Jubilum Jazz Chorus conducted by Maestro Piero Gaddi performs music ranging from gospel to soul to jazz arranged by Gaddi himself.

The season ends on Sunday December 16th at the Salone delle Feste at 5.30 pm with a concert by  “The flutes of Lucca” and the “10,100,1000 string ensemble” made up by the students of the Liceo Musicale and the Lucca 2 with Antonio Barsanti, Letizia Carriero and Francesco Ciampalini. The young flute students of the “Salotti” Civic School with Caterina Brunini will also take part in the event.

All concerts are free entry with welcomed donations.

The music festival is organized by the “Salotti” Civic Music School under the patronage of the Municipality of Borgo a Mozzano and the artistic direction of Giacomo Brunini. In addition, the socio-cultural missionary association San Giovanni Leonardi, the Leonardini Fathers of Diecimo, the music schools of Barga and Castelnuovo Garfagnana, the Misericordia di Borgo a Mozzano, the Teatro Colombo and the Associazione Cluster di Lucca are collaborators in the concert series.

(Giacomo Brunini)

To receive more information you can contact the following addresses: borgoamozzanomusica@gmail.com – Cell. 3498496612 (artistic director) or visit the website http://www.scuolacivicasalotti.it

NEW YEAR’S EVE BUFFET AND CONCERT

Monday, December 31st, starting at 8.30 pm, the GRAN CENONE DI SAN SILVESTRO will take place at the Teatro del Giglio (tenth year) with music and entertainment, aperitifs, buffet dinner, Christmas cakes and champagne by “Lazzeroni Catering srl”.

From 9 pm to 10.15 pm there’s a  GRAN GALA LIRICO organized by “PUCCINI AND LUCCA” with Deborah Vincenti, Silvia Pacini (sopranos), Giovanni Cervelli, Mattia Nebbiai (tenors) accompanied on the piano by Diego Fiorini. The program includes music by Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi and others.

From 10:30 pm to 11:30 pm OSMANN GOLD SWING ORCHESTRA presents “From Glenn Miller to Hollywood”, a journey through the world of Swing of the ’30s,’ 40s and ’50s.

Music by Glen Miller, Duke Ellington, Frank Sinatra and many others.

From 11.45 pm to 01.30 am there’s a further concert titled “TRIONFO DI VALZER, Gran Gala Lirico Sinfonico” with soprano Francesca Maionchi and tenors Nicola Simone Mugnaini and Giovanni Cervelli. Special Guest Star: Meme Lucarelli (guitars and various surprises).

The Lucca Philharmonic Orchestra is conducted by Andrea Colombini. Music by Puccini, Johann Strauss Sr. and Jr., Verdi, Lehar and many others.

Admission (including buffet and concert events):

Stalls and first tier boxes – € 130 / second and third tiers – € 95 / galleries – € 90

Admission without buffet from midnight only: € 50 (no discounts)

Discounts available for residents from Lucca and its province inclusive of dinner and show.

 

Reservations at info@puccinielasualucca.com or infoline340 8106042 (but with confirmation from the Teatro del Giglio for numbered seats assignments)

or

TEATRO DEL GIGLIO – 0583 465320 (during booking office opening hours)

 

TICKETS ALREADY AVAILABLE – LIMITED NUMBER OF SEATS – BOOK NOW!

Two Thanksgivings!

This Sunday 11th November at Fornoli there’s the traditional Thanksgiving Day.

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Among the events there will be

  • A parade of tractors.
  • Chestnuts and other chestnut-derived goodies together with mulled wine on Saturday and Sunday afternoon prepared by the Alpini.
  • A folk song group
  • Craft and food stalls
  • Work produced by local school children
  • Chainsaw sculptures
  • At 12.30 at the Lanternina restaurant a production of ‘The Devil’s bridge’ by the Teatrino Del Serchio company.
  • At 4 pm the tractors procession will be repeated. At 5 pm the works exhibited in primary school will be awarded and there will be dances accompanied by popular music.

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Incidentally Thanksgiving Day has been recognized as a national event since 1951 and takes place between the 11th November (St Martin’s day) and 17 January (St Anthony Abbot’s day, patron of shepherds and farmers.)

PS Don’t forget, especially if you come from the other side of the pond American Thanksgiving at Alla Cantina di Carignano with Chef Paolo Monti on Thursday 22 November starting with an aperitif at 12.30  (Full menu in your November copy of ‘Grapevine’ magazine.

To reserve: 333 8617962 or editor@luccagrapevine.com

 

For more pictures of previous thanksgiving events in Fornoli plus videos of traditional folk groups and dances do see my posts at:

https://longoio2.wordpress.com/2015/11/13/thanksgiving-for-tractors/

https://longoio2.wordpress.com/2016/11/14/harvest-festival-fornoli-style/

Death by the Spanish Flu

For speakers of Italian there are two interesting events taking place at Bagni Di Lucca’s library in the ex-Anglican church.

The first is a conference on 22 November at 4 pm on the hundredth anniversary of Rose Cleveland’s death from the Spanish flu which, it is reputed  killed more people than the Great War itself.  Rose Cleveland caught the disease when she was a nurse looking after Italian refugees fleeing from the military defeat at Caporetto in 1917.

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In Bagni di Lucca’s protestant cemetery are three tombs next to each other. They belong to Rose Elizabeth Cleveland, sister of the US president Stephen Grover Cleveland, Evangeline Whipple author of “A Famous corner of Tuscany” – a largely historical account of Bagni di Lucca and Nelly Erichsen, poet, writer painter and illustrator of Dent’s “Story of…” travel books on Italy.

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All these ladies, bound together by bonds of an affection which durst not name itself openly at the time, would need whole separate posts. Briefly, however, Rose Cleveland, aged 44, started a lesbian relationship with a wealthy widow, Evangeline Simpson, with explicitly erotic correspondence. However things cooled off when Evangeline married an Episcopal bishop from Minnesota, Henry Benjamin Whipple. By 1910, after his death, the two women rekindled their relationship and eventually moved to Bagni di Lucca, Italy to live there together. They shared the house with the English illustrator and artist Nelly Erichsen. Rose died at home on November 22, 1918 at 7:32 in the evening during the 1918 flu pandemic. She was buried there in the English Cemetery, and Evangeline was also buried next to Rose in the same cemetery 12 years later.

Each of the tombs bears a small sculpted flower linking the three together.

You can read more about Rose’s life and lesbian relationship in my post at:

https://longoio2.wordpress.com/2014/10/08/a-rosy-relation

With reference to the Spanish flu I should add that my grandfather on my mother’s side was Italian, gained one of the highest military honours, the Medaglia d’Argento al valor militare, for heroic action on the Carso front, was made prisoner and languished in the Spielberg fortress prison in what is now the Czech republic, (the same one where writer and patriot Silvio Pellico endured ten years captivity), for over two years before being freed and returned to Italy where he caught “la spagnuola” and had to spend time in a sanatorium. Luckily he was saved; else I would not be here to write these lines.

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The other event is on 17 November at 5 pm, again in Bagni Di Lucca’s library and is a talk about religious and lay life in our Val di Lima between the seventeenth and the nineteenth centuries.

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For Our Valley’s Fallen

The 1,240,000 Italian soldiers and civilians (almost 4% of the country’s population at that time) who fell in the greatest human massacre ever perpetrated on the planet were honoured on November 4th throughout the peninsula. Our comune of Bagni di Lucca took a particularly heavy toll in the Great War. In some villages as many as a quarter of young men conscripted in the army were never to return alive…

Poignantly, some of the few to gain from this butchery were the sculptors who created war memorials. If you’ve seen the film ‘La Vie et Rien d’Autre’ (‘Life and nothing but’) by French director Bertrand Tavernier (starring the great Philippe Noiret, telling the story of Major Delaplane, whose job was to find the identities of unknown dead soldiers after the Great War and recounting the terrible psychological scars left behind by all those who survived the dreadful event) will remember the sardonic encounter between the major and a war memorial sculptor. ‘It’s going to be a field day for us’, says the sculptor. ‘A return to the renaissance; in fact a resurrection for us artists.’

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I think this is taking it a little bit too far. The sculptor in the film was clearly embittered by the slaughter of so many –  the ‘lost generation’  for there are many inspired memorials to the fallen. In particular, Edwin Lutyens’ Memorial to the Missing of the Somme at Thiepval, so eloquently described in the book of the same name by my school friend, architectural historian Gavin Stamp who, alas, is also missing to us since December last year, has been described as the greatest piece of English architecture of the twentieth century.

Thiepval Memorial to the Missing Somme France
Thiepval Memorial to the Missing Somme France

An exhibition of photographs by Sergio Garbari of our own valley’s memorials to the fallen is currently on in the foyer of Bagni di Lucca’s town hall.  Many of you will be familiar with Sergio’s astounding photographic skills, especially when he held an exhibition titled ‘‘L’irreversilibiltà del sogno’ at our late-lamented Shelley House bookshop. (See https://longoio2.wordpress.com/2016/08/10/infra-red-at-bagnis-shelley-house/ )

Born in Bagni di Lucca in 1955, Sergio was brought up in an ambience of film and photography thanks to his father who was chief projectionist at Florence’s Ariston cinema. (A sort of ‘Cinema Paradiso’ experience in fact!) In 1976 Sergio became an architecture student at Florence University. Since 1981 he has been official photographer for the world-famous Uffizi art gallery in Florence where he supplies pictures for exhibition catalogues. In addition, Sergio has extensively photographed the Medici villas and such iconic places as the Boboli gardens, the Medici chapel and the San Marco museum. At the same time Sergio has explored more experimental aspects of his art. For example, he exhibited photographs of the ex-prison of Thessaloniki in Greece in 2008.

Sergio (who, incidentally, was also one of the first life-guards at Bagni’s swimming pool) lingers in his photographs on the details of war memorials in such places as Bagni Di Lucca (Villa and Ponte), Fornoli, Benabbio and San Cassiano. The monochrome nature of the images adds to the pathos and tragic nature of the memorials. So much loss for so little! I sometimes wonder if those idiots who started World War two ever thought enough about the vast military graveyards that dot northern France and so many other countries. Here is a small selection of Sergio’s photos:

Of sculptors engaged in the war memorials of our Valle di Lima one name stands out, that of Alberto Cheli.

Cheli was born in 1888 in Pieve Fosciana. In 1906, he enrolled in a sculpture course, in Lucca and in 1909, became a pupil of Francesco Petroni. In 1911 Cheli participated in an exhibition at Bagni di Lucca’s Casino with his bust of Percy Bysshe Shelley. (I wonder where that bust has disappeared to.). The following year Cheli made a bronze plate for the facade of Betti’s pharmacy in Bagni di Lucca (still visible today). He participated in the First World War as an ambulance driver. In 1923 he obtained the commission for the Monument to the Fallen of Ponte a Serraglio, which he completed in the same year, and for that of Pieve Fosciana (inaugurated in 1932). At the same time he made some bas-reliefs for the War Memorial of Carraia and of Pieve di Monti di Villa. In 1941 Cheli was employed as a technical designer at the Piaggio plant in Pontedera (where they now make the Vespa). He died in Lucca in 1947.

Yes, it’s true that some sculptors could have felt they were having a field day after the pointless wars mankind still inflicts upon itself. However, I do feel that the memorials in our comune do have a particular nobility and expressiveness that continues to help us remember the war dead and reminds us of those touching lines from Lawrence Binyon’ poem ‘For the Fallen’.

They shall grow not old, as we that are left grow old:
Age shall not weary them, nor the years condemn.
At the going down of the sun and in the morning
We will remember them.

 

Thankyou Sergio for your contribution to the centenary commemoration of Italy’s part in WWI and for preparing us for the eleventh hour of the eleventh day of the eleventh month.

PS You can read more about our war memorials in my posts at:

https://longoio2.wordpress.com/2017/04/12/a-restored-soldier/

I took my own remembrance walk the other day: here are some of my photos: