Un Albero Italiano a Londra

Grosvenor square nel distretto di Mayfair a Londra era, fino a recente,  il luogo dell’ambasciata Americana. Mi ricordo di aver preso parte ai moti studenteschi contro la guerra del Vietnam in questa piazza.

Ora l’ambasciata Americana non si trova piu’ qui ma al sud del Tamigi in una ex-zona industriale, una situazione che ha suscitato l’ira di Trump. (Intanto anche quella nuova e’ chiusa..).

Rimane, pero’, l’ambasciata Italiana ospitata in un bel edificio settecentesco, l’unico rimasto in piazza, ora sotto le fasce e in fase di restauro.

Mi ricordo che siamo stati invitati ad un ricevimento qui e rimasi stupefatto dalla magnifica collezione di quadri classici che serba l’ambasciata.

Caminando nei dintorni dell’edificio l’altro giorno, notai un bel alberino di mimosa donato da Ciampi, che stimo per la sua lotta come partigiano e per la sua dignita’ come presidente della repubblica.

 

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Dove Visse Peter Pan

Londra è famosa per suoi parchi. Tra questi i parchi reali, le antiche riserve di caccia dei re sono tra i più belli. Proprio nel centro di Londra si può fare una camminata di parecchi kilometri attraverso un parco reale dopo l’altro, sempre immerso nel verde.

Prendendo la metropolitana a Notting Hill Gate, un distretto reso ancora più noto dall’ononimo film con Julia Roberts e Hugh Grant, si può attraversare Kensington gardens, Hyde park, Green park e Saint James Park per arrivare a Parliament square e Westminster Abbey.

Questo giro, in gran parte, lo feci l’altro giorno, e ogni parco serba le sue bellezze particolari.

Parlando solo di Kensington gardens, l’antico giardino dell’omonimo Palazzo dove visse la giovane principessa Victoria, la principessa Diana ed ora la Megan e Harry, si possono notare spunti bellissimi anche nei cupi giorni d’inverno.

Nelle mie foto vedrete il sentiero segnato che commemora la principessa Diana, il laghetto rotondo davanti al Palazzo, la statua dell’energia fisica, capolavoro di G. F. Watts che la rappresenta in forma di cavallo e cavaliere, degli antichi castagni, la graziosa statua del perennemente giovanile Peter Pan, il Serpentine, il lago dove si annego’ Harriet, la prima moglie di Shelley, la grande varietà di uccelli acquatici, incluso il cormorano, i giardini italiani con le loro fontane, dono del principe Alberto alla moglie-regina Victoria, la nicchia, disegnata da Wren, della regina Anna, tra molte altre belle cose.

 

Potrete immaginare quanto più risaltate saranno le bellezze di questi parchi quando arriva la primavera!

Come uno disse:
sempre dopo l’inverno
la primavera…

Suona l’Orchestra Reale

Sophie, moglie del principe Edoardo, è patrona dell’orchestra d’archi di Sua Maestà, la Regina Elisabetta II.

Se uno ha l’onore di ricevere un titolo di merito dalla Regina, oppure essere invitato al Palazzo di Buckingham per un banchetto o un garden party nel grande giardino reale, è certo che questi momenti lusinghieri saranno accompagnati dell’orchestra della Contessa di Wessex, la Sophie.

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L’orchestra fa parte dell’arma del reggimento reale e una particolarità è che i musicisti, oltre a suonare i consueti strumenti di un orchestra sinfonica, possono anche sapere suonare quelli di una banda militare. Così un musicista potrebbe suonare il violino un giorno ed il prossimo trovarsi in una parata militare con la tromba.

Non c’era bisogno per noi di essere stati invitati da Sua Maestà per ascoltare l’orchestra della contessa di Wessex. Siccome il suo luogo di pratica si trova presso le caserme di Woolwich, bellissime con un frontale neoclassico stile San Pietroburgo, l’orchestra esegue annualmente un concerto a Charlton House, che non dista molto.

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Il concerto era veramente squisito con brani da Albinoni alla ‘light music’ (musica leggera), della quale l’Inghilterra serba una grande tradizione, forse tra le più grandi, nel mondo.

Osservate l’eleganza dei uniformi militari, gli speroni, e il fatto che l’orchestra contiene uomini e donne.

 

Si dice che Sua Maestà non abbia grande gusto musicale. Mi ricordo che, quando una mia amica cantante ricevete un onorificenza dal Palazzo, ci disse che i musicisti erano veramente mediocri. Pare che la Contessa di Wessex abbia cambiato tutto questo poiché l’orchestra era veramente brava (anche se nello spazio disponibile solo metà delle sue forze potevano essere accolte).

Aggiungiamo che la prima orchestra inglese fu proprio quella del Re. Infatti, nel seicento, Carlo II prese spunto dai ‘violons du Roi’ della corte francese del Re Sole, Luigi XIV, per formare la sua orchestra che partecipava ai ‘masques’ teatrali glorificando il suo regno.

Il prossimo programma dell’orchestra sarà questo:

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Se non avete sentito la musica di Warlock non avete sentito uno dei più grandi compositori inglesi della prima metà del secolo scorso.

L’orchestra della Contessa si può anche ascoltare in questo video nel luogo dove ha eseguito il concerto che abbiamo sentito.

Il pastorale

sfonde con il regale:

suoni dorati.

 

 

 

 

Il Teashop nel Parco

”The cup that cheers”, ‘la tazza che rallegra’, si applica alla consueta tazza di tè che il tipico inglese trova sia la panacea a qualsiasi problema della vita.

Come in Italia si può bere un buon caffè così in Inghilterra si può gustare un tè fatto come si deve.

Una volta le foglie di tè, trasportate dalle colonie orientali dell’impero, erano una comodità veramente preziosa e furono conservate in barattoli preziosi chiamati ‘tea caddies’ con lucchetti per impedire i ladretti di famiglia.

I grandi velieri chiamati ‘clipper’ erano stati costruiti per essere i più veloci e per arrivare al mercato del tè per primo e così comandare i prezzi più favorevoli per le loro preziose merci. Ne rimane un clipper superstite, il ‘Cutty Sark’, a Greenwich: un tesoro di nave che conosco da piccolo.

Nel parco del vicino villaggio di Charlton a Londra (non è altra, Londra, che un agglomerazione di villaggi) esiste uno dei miei preferiti luoghi dove bere la tazza che rallegra. Si chiama ‘old cottage cafè’ e serve anche un buon caffè, tramezzini, il tipico English breakfast, e altri piatti.

Per me la cosa piu’ amabile è la sua eccentricità tipicamente inglese. L’interno è appeso con quadretti che variano dalla Leonardesca Ginevra de Benci ad una stampa della regina Vittoria. C’è, poi, una piccola biblioteca con i giornali del giorno; lo sottosfondo consiste di musica classica.

Qui si possono fare amicizie, scambiare idee ed opinioni in questa deliziosa ‘tea house’ nel parco e la dimora che una volta apparteneva alla famiglia Maryon-Wilson.

Qui veniva il re Edoardo VII per incontrare la sua amante Alice Keppel, ora sepolta nel cimitero degli allori a Firenze.

Il tramonto da qui può essere veramente squisito!

Sanguina il sole

e l’usignolo canta

sopra la città.

 

London’s Mysterious Mithraic Temple

Today we have a guest blogger, Alexandra Cipriani Pettitt, who is well-known and highly regarded as a Trip Advisor reviewer. So far Alexandra has written sixty seven T. A. reviews which have earned her the awards of “Attraction Expert Level 14” and almost 7,000 points!

All Alexandra’s reviews are of particular interest, especially for visitors to London, and she writes with style and knowledge. This is her latest review on a particularly unusual London attraction which she visited in 2018.

Alexandra has given us plenty more information about Mithraism of which I was unaware when I wrote on the London Mithraic temple in my post addressed to an Italian audience at https://longoio3.wordpress.com/2017/12/23/il-dio-mitra-a-londra/

PS You may also know Alexandra as my wife!

Mithraic Mysteries was a religion on the god Mithras.

A rival of early Christianity Mithraism was subsequently suppressed and often Mithraic Temples are found below church crypts such as Santa Prisca Rome.

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It was mainly an orally transmitted cult although there are some written references to the practices in early literature. Worshippers of Mithras were mainly military, minor merchants, customs officials and bureaucratic officials; thus it was mainly a  male cult but some women, it seems, were involved with Mithraic groups.

One can admire a most endearing copy of the sculptural head of Mithras wearing a Phrygian hat.

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Mithras was born from a rock as a bas relief testifies from the Baths of Diocletian. So Mithras slaughters a sacred white bull and then shares a banquet with the god Sol (the sun). This, again, can be seen in cult icons which were portable and double sided reliefs with, on one side, the depiction of the Tauroctony (slaughter of the bull) and, on the reverse side, the banquet scene of Mithras and Sol feasting on the bull.

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The Mithraic Festival was held on 26th June the then Summer Solstice which coincided with the feasts of Roman clubs or collegia. Indeed, this cult held initiation ceremonies consisting of seven grades which were connected to the Planets and at each grade the initiates were placed under the protection of different planetary gods and called Syndexioi “those united by the handshake”. They prayed three times daily to the sun and Sunday was sacred.

As you enter the now ground floor you view a wall of Roman debris or artefacts found in the archaeological dig some everyday items of Londinium explanations are given throughout on an interactive mobile device as well as by guides.

You then go to a mezzanine level to discover Mithras and the Mithraic cult.

Finally you descend into the lower level of the site, seven metres below the modern pavement level.

At this point of the visit you can actually experience a revocation of the reconstructed Temple of Mithras a kind of son and lumière. As the lights dim special effects recreate the Roman Temple of Mithras – a most convincing experience. We might even have expected to see Ulpius Silvanus, the original founder, appear amongst the seven columns.

These Temples were, indeed, built underground. They were windowless and very distinctive and known as Mithraea or Mithraeum. Rome was the cult centre and the Mithraea were found in Roman Africa Roman Britain as well as Roman Syria.

The visit also includes the Bloomberg SPACE gallery as you enter. At present there is an extraordinary tromp d’oeil wallpaper exhibition inspired by Wren-aissance visions of London:

The whole Mithraean experience is situated in the European headquarters of Bloomberg close to Cannon Street Station.

Date of experience: October 2018

https://www.tripadvisor.co.uk/ShowUserReviews-g186338-d13139701-r644429627-London_Mithraeum-London_England.html#

A New Year Hack

The first day of 2019 in Longoio and it’s a day that’s deciding between being sunny and being cloudy.

Back in Britain we used to begin our New Year with a hack. I am, of course, referring to the equestrian meaning of the term which is to ride a horse for a little exercise.

We would go to one of the stables in the south east suburbs of London. Mount Mascall was a particular favourite

Sandra is a much more experienced and rather better horse rider than I was. Indeed, it was she who introduced me to the pleasure of riding an equine.

Here are some photos from those long-past New Year hacks.

At one stage we even had a horse. We found him wandering alone on the Plumstead marshes. No-one seemed to lay claim to him. We took the horse to our house and his stable was in our garage for some time Sandra christened him ‘shooting star’ because of his distinctive head marking.  Every morning Sandra would take Shooting Star to the wide expanses of Woolwich common where Shooting star enjoyed his grazing.

We never got to the stage of putting a saddle on the gelding for one day he disappeared creating the following newspaper title:

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In Hungary we met the best horses in our lives.

In Italy we enjoyed pony-trekking for several years.

On one of our excursions near Pian di Fiume we met a much tinier little fellow.

It was none other than our beloved Napoleone (the name had already been given to him by one of the stable lads) who left us over a year ago. He made us first aware of himself by putting his little paw through a giant mill-wheel centre hole.

Next day I returned to the stables. We had been allowed to take Nap home with us.

This is Nap’s first meal at our Longoio home.

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‘’Happy times, happy memories. No greater grief than to remember days of joy, when misery is at hand. (Dante Inferno Canto 5)’.

What will 2019 truly bring us. We can be certain of nothing in our wisp of a life. Let us enjoy instead what we do have and look at our hour-glass as being half-full rather than being half-empty.

Buon Anno – Happy New Year!

 

 

 

 

The World’s First Shopping Mall?

Shopping malls or, as they are known in Italy, ‘centri commerciali’ are often accused of closing down the individual shops which traditionally dominated our high streets. With their car-parks, protection from inclement weather, their one-stop shopping possibilities and their faciities such as bars, restaurants and movie theatres it is small wonder that the ‘centri commerciali’ have taken so much trade away from old-style street-lining shops. I’ve discussed the very serious problem that is afflicting Bagni di Lucca’s shop-keepers in my post at https://longoio3.wordpress.com/2018/10/04/whats-eating-bagni-di-lucca/ .

Let’s not blame America for the rapid proliferation of shopping centres in Europe and Italy. London’s Brent Cross, Westfield and Dartford’s Bluewater all have European origins. Bluewater’s architecture, in particular, I found stunning enough to merit a poem :

BLUEWATER

Blue water lap me under zodiac’s dome,

enring me within the sphere of my sign

encompass eyes below crests of whitest cliffs;

inside your silvered pavilions cover

my being with bright tellurian riches,

join me in dances on coralline floors,

interpret inscriptions on the vast frieze

raising hearts to thoughts greater than they know,

breathe the argentine trellis of roses,

run your fingers down deep eastern forests

while pacific pines shade estuary suns;

make me forget this is just another

bloody shopping mall, stuck in a quarry

and I cannot pay off my MasterCard…

(Bluewater Shopping Centre, Dartford Kent)

Before the modern malls there were the Victorian covered markets. No visit to London would be complete without a window-shopping stroll down Burlington arcade

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or Leadenhall market, and there’s nothing to beat Milan’s extraordinary example of architectural eclecticism, its stunning Galleria Vittorio Emmanuele II, otherwise known as the ‘Salotto’, or salon, of Milanese society. Here is the galleria on my visit to it in 2009.

But let us go further back in time and enter a shopping mall that was built almost two thousand years ago and which still has its shops intact, though now no longer a functioning ‘Centro Commerciale’ but a magnificent example of Imperial Roman architecture at its most imposing.

Trajan’s semi-circular market is just part of the grandest of all the imperial fora. Funny things may have happened on the way to the old Roman forum but, with the passing away of republican Rome and the heralding of the age of the imperial city, the old forum became, frankly, too small.

(The original Roman Forum)

Successive emperors build new fora, not only to add to public meeting spaces but to mark their place in history, Of these the most distinctive are those of Caesar, Augustus, Nerva and, most superlative and extensive of all, Trajan’s Forum, designed by Apollodorus of Damascus around 100 A.D. and celebrating the emperor’s conquest of Dacia, modern day Romania,

In its glory days the forum looked something like this:

The complex comprised a public square, a basilica, a temple to the deified emperor, the famous column with spiralling reliefs of the conquest of the Dacians and the world’s first ‘Centro Commerciale’ or shopping mall.

The market museum (opened in 2007 and beautifully set out) gives one of the best ideas of what everyday life in imperial Rome must have been like. Trajan’s mall would have made a welcome change from the narrow canyon-like streets that characterised most of ancient Rome and exist to this day:

The new market would also have provided easier access for the delivery of goods and foodstuffs.

There’s so much to take one’s breath away here: from marble floors, to amazing concrete and brick vaulting, the library and a balcony from which one can enjoy some of the best views of Rome. All I missed were the ancient Roman themselves and the multifarious smells of market goods. What a wonderful place to, at the very least, have held a Christmas market. After all, this beautiful shopping mall was built during the birth of a new religion, Christianity.

But let my photos show something of the atmosphere of this Roman ‘Brent-Cross’ shopping centre:

 

Who knows? On-line shopping could clearly make even the shopping mall a relic of the past, After all, why even bother to lift yourself from the comfort of your armchair when you can peruse all your big shops and compare prices at the drop of a digit.

Meanwhile……

 

Merry Christmas – Buon Natale!

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How to Enjoy an Italian Train Journey in Britain

Last month we took a train to London from a station on the network run by the c2c rail company.  c2c provides services from London to parts of Essex along the London, Tilbury and Southend railway and is the sole operator of the line.

We were returning from an event in the county of Essex which adjoins Greater London and which, in the UK referendum of June 23rd 2016, voted without exception to leave in every one of its electoral districts. Indeed, Thurrock and Castle Point had one of the country’s biggest percentage of ‘Leave’ voters with 72%.

(Essexians at the time of the 2016 referendum)

Essex also happens to contain one of the UK’s most deprived areas, Jaywick, which is receiving EU funds as part of a project to improve the quality of life of its inhabitants. (See http://ec.europa.eu/competition/consultations/2012_regional_stateaid/uk_tendring_district_council_annex2_en.pdf ).

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(A street in Jaywick, part of the Essex Riviera)

My wife was pleasantly surprised to note this writing on the train we were boarding. It was almost like being at Bagni di Lucca station (apart from the weather)!

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In fact, Trenitalia c2c Limited,  also manages 25 stations of the 28 stations it calls at.

The history of denationalization on this part of the UK railway network had been fraught since British rail’s privatisation in 1996. It was first purchased by Prism rail and ran under the name LTS. It was then rebranded as c2c (a name whose precise meaning no-one can agree on). In 2000 c2c was bought by National Express which also runs bus companies (!) National Express did not prove to be an ideal company to run the railway network and sold it to the Italian Trenitalia last year (2017).

In case you didn’t know, ‘Trenitalia’ is the primary train operator in Italy. It’s a subsidiary of ‘Ferrovie dello Stato Italiane’, which is owned by the Italian government and was established in 2000. So, in all senses of the word, the Southend lines in one of the most brexitian counties of the UK (should Essex not be rebranded Bressexit?) is run by a part of Italy’s still nationally-owned railways. Clearly those brexitians’ fares on these lines are helping to subsidise the Italian railway network! No wonder Italian train fares can be so cheap when compared to the UK’s!

I wonder if these Essexians are going to get their railways as well as their country back if brexit goes through?

Trenitalia is now bidding for the West Coast Partnership. Hopefully, that network, a disgrace to the UK, will improve under Trenitalia management.

Incidentally, the Italian railway system is one of the most important parts of the infrastructure of Italy, with a total length of 15,054 miles of track (compare that with Britain’s 9,824 miles of railway track). The Italian network has recently grown with the construction of  new high speed railways (‘Le Freccie’). Italy now has 974 miles of high speed track compared to Britain’s 71 miles of high speed track.

As for electrified track, compare Italy’s 7,407 miles with the UK’s 3,062 miles.

That’s quite apart from the fact that one can actually afford to use trains in Italy as distinct from so many journeys in the UK when (for example) it’s clear that taking a bus from Stansted airport to London is so much cheaper than going there by rail.

Incidentally these are the figures for comparison and using second-class tickets purchased at the station at the time of departure:

FROM – TO DISTANCE IN MILES TICKET COST IN STERLING COST PER MILE
Pisa airport to Bagni di Lucca 24 £7.47 30p
Stansted airport to Liverpool St, London 29 £17.00 60p

Meanwhile in Bressexit, I recall a conversation in which one person asked another ‘how did you vote in the referendum?’ The answer was, predictably, ‘leave’ but the man added ‘I did it for my children.’ Just wonder what the children will say one day?

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I won’t conclude with a Bressexit joke here but I’ll give a twist on a familiar one

““How many Brexiteers does it take to change a lightbulb? Whoa, whoa, whoa. I didn’t say there was a lightbulb.”

 

 

 

La Chiesa di Shakespeare a Londra

Sebbene il grande incendio di Londra del 1666 abbia distrutto la gran parte degli suoi edifici, ed in particolare, delle chiese medioevali della City, non è affatto vero che non esistano chiese di quell’epoca in questa parte di Londra. Questo è perché certe chiese furono costruite fuori dalla cinta muraria della città (‘without’ invece di ‘within’) e altre chiese sono state salvate dalle fiamme, demolendo a tempo gli edifici circostanti.

Le seguenti chiese, ancora esistenti, risalgono all’era gotico-medioevale, e ognuna di loro è piena di interesse, rappresentando un’oasi di pace in una città dove ci sembra essere poco tempo per riflettere sui valori più profondi della vita:

  • Saint Bartholomew the Great
  • Saint Giles, without Cripplegate
  • St Helen’s, Bishopsgate
  • St Ethelburga’s
  • St Olave’s
  • St Peter ad Vincula in the Tower of London
  • St Andrew Undershaft.
  • St Etheldreda’s
  • Temple church
  • Southwark Cathedral
  • St John’s (solo la cripta)
  • All Hallows Barking by the Tower
  • All Hallows Staining (Solo il campanile).
  • St Alphage, London Wall.

Di queste chiese, originariamente Cattoliche, solo Saint Etheldreda’s conserva la fede originale. Tutte le altre, però, offrono un cordiale benvenuto allo spirito più aperto del ecumenismo.

Ci sono cento quattordici chiese elencate storicamente dentro le antiche mura della City di Londra – più di quelle di Lucca, ed in uno spazio più ristretto!

Attenti però. Circa metà di queste chiese non esistono più, poiché certe non furono ricostruite dopo il ‘great fire’, altre furono demolite nei secoli susseguenti e certe non furono riedificate dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

La storia non finisce qui tristemente, poiché, nel 1992 e 1993, le più massicce bombe mai prodotte dal I. R. A. – i terroristi dell’Irlanda del Nord che combattevano per una Irlanda unita – causarano danni ingenti, non solo alle case ed agli uffici della City, ma anche a due delle sue più belle chiese medioevali che erano fuggite dall’incendio del seicento e dalle bombe tedesche del novecento.

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(La catastrofe del 1992)

Ho già descritto una di queste chiese, Saint Ethelburga’s, nel mio post a https://longoio3.wordpress.com/2018/04/06/7490/

Vale la pena leggere quel post per capire come può sempre vincere la pace sopra l’odio. Chissà come questo casino del Brexit sarà accolto dagli ex-terroristi? Ci sarà mai una riconciliazione?

La seconda chiesa, Saint Helen’s Bishopsgate, non l’avevo mai visitata e nemmeno vista in tutti gli anni che ho vissuto nella mia città natalizia di Londra.

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Era, così, un momento emozionante quando sono entrato per la prima volta, il lunedì scorso, nella chiesa detta ‘l’abbazia di Westminster della City’, per la sua magnificenza ed il grande numero di insigni monumenti che contiene.

Saint Helen’s è la più grande chiesa parrocchiale della City e fu  la chiesa dove pregò William Shakespeare.

Inoltre, un grande italiano, Alberico Gentili, nato a Macerata nel 1552, fondatore dello studio della legge internazionale, il primo a dividere il diritto laico da quello cattolico, professore a Oxford e tutore della principessa, poi regina, Elisabetta I, è qui sepolto.

Fondata nel secolo dodicesimo come convento benedettino, Saint Helen’s fu anche chiesa parrocchiale. Questo si spiega nelle sue due navate, originariamente divise da una muraglia ma, dopo la dissoluzione dei monasteri, unite in un unico interno.

 

Gli incidenti terroristici del 92-3 distrussero il soffitto, molti monumenti e una delle vetrate medioevali più belle della City.

Mi ricordo bene di quel giorno terribile nel quale le vittime furono 94. Da quel giorno un ‘anello d’acciaio’ è stato strinto attorno la City.

Saint Helen’s fu restaurata dal architetto Quinlan Terry, non senza polemiche, siccome, tra altre cose, cambiò  l’orientamento dell’altare dal fondo di una navata ad un suo lato.

Non avendo visitato la Chiesa prima dell’attacco terroristico, non posso commentare sul restauro. Posso solo dire che la chiesa mi ha lasciato stupefatto e emozionato per la sua bellezza nobile ed ampia.

Mi domandavo come potevo aver aspettato così tanti anni a visitare la Chiesa di Santa Elena di Porta del Vescovo?

Lo spazio puro dell’edificio mi avvolse; i monumenti erano squisiti e certi mi facevano venire in mente la famosa Ilaria della cattedrale di Lucca col suo cagnolino fedele.

 

L’organo del 1744, restaurato da George Pike England nel 1810 e ultimamente da Martin Goetze e Dominic Gwynne nel 1996 è molto bello.

 

Per me, pero’, il fatto che venne qui William Shakespeare a pregare, è quello che mi ha più toccato in questa squisita chiesa.

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L’antico amore

unito nella pietra

col cagnolino.

 

Evensong: il Canto della Sera

Evensong è l’equivalente della Chiesa Anglicana dei vespri della Chiesa Cattolica. E’ una liturgia dove si recitano le preghiere della sera in forma cantata, ‘Evensong’ essendo un’abbreviazione di ‘Evening Song’.

Evensong è forse la più alta gloria della liturgia anglicana: la combinazione di musica corale, i salmi, gli inni e l’organo si uniscono per formare un rito dove la devozione a Dio e la creazione del uomo si fondono in un bellissimo atto di adorazione.

Eppure per un pelo non si sarebbe avuto tale esperienza religiosa. La riforma del re Enrico ottavo con la dissoluzione dei monasteri e la liberazione dal potere papale fece esplodere una grande varietà di opinioni di che cosa fare in posto delle vecchia liturgia. Sorse una situazione un po’ simile al brexit di oggi con, da una parte, i ‘duri’ che urgevano l’intera distruzione dei vecchi testi assieme alle musiche e gli organi, e i ‘soffici’ dell’altra che vedevano nella musica un sommo atto di devozione alla divinità.

Fu, infine, dopo anni di conflitti culturali e teologici, la figlia del re Enrico, Elisabetta I, a salvare la situazione.

Quello che importava era che le parole sacre non dovevano essere più in latino ma in inglese e che, quando cantate, dovevano essere ben capite invece di essere soffocate nella polifonia melismatica della scuola romana. In più, ci doveva essere molta più partecipazione dei parrocchiani nel canto e questo, naturalmente, necessitava la composizione, come fecero i luterani, di inni di congregazione.

Paradossalmente, furono i grandi compositori dell’era pre-riformatrice, in particolare Thomas Tallis, chiamato il padre della musica ecclesiastica inglese, a riscrivere la musica religiosa per il rito anglicano.

Un altro fatto strano è che compositori grandi, come William Byrd, rimasero cattolici quando gli fu chiesto di comporre musica per la nuova Chiesa anglicana e, infatti, scriveva Messe per i ‘recusant’, cioè le famiglie che segretamente continuavano a celebrare il rito Cattolico.

Quando mi trovo a Londra mi piace partecipare a Evensong, particolarmente in quel capolavoro di Wren, la cattedrale di Saint Paul’s.

 

Dall’entrata del coro al suono finale dell’organo, è un’esperienza che rimane splendida e unicamente inglese.

 

La forma di Evensong comprende un introduzione di confessione, due letture dalla Bibbia tratte dall’antico e nuovo testamento, i salmi, two ‘canticles’: il Magnificat ed il Nunc Dimittis, il Credo, il Kyrie, il Padre Nostro, concludendo poi con un inno chiamato ‘Anthem’. Ieri sera questo era composto per la festa di Cristo Re da James MacMillan, un grande compositore scozzese allevato nella fede Cattolica, (ha composto parecchie Messe e lui e sua moglie sono Domenicani laici. Infatti, Macmillan assomiglia un po’ a Byrd nella sua eterogeneità religiosa).

Come sempre, l’eccelso livello dei cori inglesi si è manifestato nel Evensong di Saint Paul’s con le voci bianche dei ragazzini raggiungendo note stratosferiche e con una velatura di suoni assolutamente paradisiaci.

 

 

 

Dovrei aggiungere, con rispetto, che anche il coro della cappella Sistina ha molto da imparare dalla perfezione del canto inglese poiché, come disse Sant’Agostino, pregare cantando bene vale quanto come pregare bene tre volte.

Che ci protegga

il canto della sera

dall’oscurità…